[et_pb_section fb_built=”1″ specialty=”on” _builder_version=”4.6.6″ _module_preset=”default” global_colors_info=”{}”][et_pb_column type=”2_3″ specialty_columns=”2″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” global_colors_info=”{}” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_row_inner _builder_version=”4.6.6″ _module_preset=”default” global_colors_info=”{}”][et_pb_column_inner saved_specialty_column_type=”2_3″ _builder_version=”4.6.6″ _module_preset=”default” global_colors_info=”{}”][et_pb_text _builder_version=”4.10.8″ _module_preset=”default” global_colors_info=”{}”]
Grinta, determinazione e forza di volontà. Matteo Palombi, classe 2000, numero uno della Lazio è l’esempio di come, con il lavoro e la costanza, si possa riuscire a superare anche le prove più dure. Per Matteo il sogno di giocare ad hockey sembrava essere finito dopo un brutto infortunio. La disperazione, il pensiero di abbandonare tutto e poi la forza di riprovarci, la voglia di tornare ad essere protagonista, di riprendere in mano il proprio destino. La decisione di tornare in campo con un’altra maglia e gli ottimi risultati conseguiti, una nuova sicurezza e molta più esperienza. Ed è proprio il portiere della Lazio a raccontarci tutto:
“Sono cresciuto nella Tevere Eur dove ho cominciato a giocare sin da piccolo. Qualche anno fa, però, ho subito un brutto infortunio. Crociato rotto ed addio alla mia passione per l’hockey. Sono stati momenti terribili, stavo pensando seriamente di smettere ma poi, spinto anche dai continui messaggi di stima di Riccardo Braca e di Claudio e Giulio Brocco, ho deciso di rimettermi in gioco e riprovarci con la maglia della Lazio”.
E come è andata?
Finora molto bene. Alla Lazio mi trovo benissimo, c’è un bel clima e grande disponibilità da parte di tutti e poi ho potuto condividere le mie esperienze con portieri del calibro di Timido Pompili e Niccolò Anserini con cui, confrontandomi, sono cresciuto ulteriormente.
Perché portiere?
Bella domanda. Ho iniziato a giocare da piccolo tanto per provare questo strano sport. Mi allenavo solamente il sabato e giocavo come difensore. Ma il ruolo di portiere mi affascinava molto così, a 14 anni mi sono messo in porta ed ho voluto provare. Mi è piaciuto ed eccomi qua.
Parliamo della stagione che sta per iniziare, la prima della Lazio Hockey Giovani in A1.
La promozione è una cosa che abbiamo guadagnato con tanto sudore e molti sacrifici. È stata una cosa in cui abbiamo sempre creduto. Dopo la promozione in A2 pensavamo di poter puntare subito alla serie A1e ma il Covid ha rallentato questa crescita senza però fermarla. L’ottima stagione dello scorso anno deve essere per noi il trampolino di lancio per far bene anche in A1.
E dove può arrivare questa Lazio?
L’obiettivo è arrivare tra le prime quattro per entrare a far parte della Top Level. Quest’anno non ci saranno retrocessioni ma certo non possiamo pensare di arrivare ottavi. Dobbiamo salire il più alto possibile. La concorrenza delle altre squadre sarà dura, anche perché molte si rinforzeranno. Vediamo dove saremo alla fine di questa prima fase di gare e poi, da marzo, alla ripresa del campionato, dovremmo capire dove poter arrivare.
Come si presenta la Lazio ai nastri di partenza?
È una squadra anagraficamente giovane che stiamo costruendo da diversi anni. Un buon mix tra atleti esperti ed altri molto bravi. Abbiamo diversi argentini che ci danno una mano e tanti atleti di esperienza che possono aiutarci a crescere ulteriormente. In questo senso gli arrivi di Mattia e Guido possono rivelarsi molto utili.
Prima di lasciarlo andare a riposare dopo le fatiche della partita, vogliamo chiedere a Matteo un ultima cosa, anche dopo averlo visto all’opera contro la Tevere Eur, a cui la Lazio si è dovuta arrendere proprio agli shoot-out. Ed allora: Come si para uno shoot-out ?
(ride) In teoria si para rimanendo in piedi il più possibile. Non mi alleno molto sugli shoot-out ma sicuramente so come si segnano a differenza di qualche illustre collega.
Ed il riferimento a quelli sbagliati sabato contro la Tevere Eur non è casuale. Piccola battuta che dimostra come gli animi siano estremamente rilassati. Non sarà così quando si comincerà a fare sul serio ma per fortuna la Lazio può contare su dei portieri molto preparati ed uno di questi, Matteo Palombi, è anche un ragazzo eccezionale.
Max U
[/et_pb_text][/et_pb_column_inner][/et_pb_row_inner][/et_pb_column][et_pb_column type=”1_3″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” global_colors_info=”{}” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_sidebar area=”et_pb_widget_area_1″ _builder_version=”4.6.6″ _module_preset=”default” global_colors_info=”{}”][/et_pb_sidebar][/et_pb_column][/et_pb_section]
