
Una Lazio scarica ed irriconoscibile riesce a superare la Butterfly per 1 a 0 e a mantenere il secondo posto dietro l’Amsicora che, nel frattempo, passeggiava all’Euroma Hockey Stadium e si portava a casa il tricolore con tre giornate d’anticipo e dieci punti di vantaggio in classifica sulle biancocelesti.
La Lazio non ha giocato una buona gara. Lenta, prevedibile, poco reattiva si è consegnata alle avversarie che, a differenza delle biancocelesti, hanno proposto un modello di gioco piacevole da guardare, veloce, produttivo, fatto di passaggi veloci e ripartenze. E se oggi la Lazio ha vinto ed è ancora seconda, seppur a distanza siderale dalle campionesse d’Italia, lo deve a Caterina Galello il portiere biancoceleste che ha sfoderato una prestazione di grande valore. Intendiamoci, non è che la Butterfly abbia dominato, ma ogni volta che ha creato un’occasione da gol Caterina era li ad evitare guai peggiori.
Il capolavoro al ventesimo minuto quando, con una deviazione ravvicinata di Prins, la formazione ospite stava per depositare la palla in rete. Con una reattività incredibile Caterina bloccava la palla con il bastone sulla linea di porta e la portava fuori dove, dopo una mischia furibonda, terminava sul fondo.
Il gol della Lazio di Gabriela Luduena su corner corto, proprio allo scadere del primo tempo, con una palla, tirata alta, che batteva l’estremo difensore avversario, arrivava a premiare i tentativi, seppur sterili, della formazione di Medda e Gonzalez.
Il secondo tempo proseguiva sulla falsa riga del primo con la Butterfly a cercare il pareggio con convinzione e con la Lazio a difendersi e ripartire senza troppa fretta. Solo nell’ultimo quarto, con le ospiti visibilmente stanche, la Lazio riusciva a gestire il vantaggio senza troppi affanni per una vittoria davvero sofferta.
Ed il risultato è stato l’unica cosa positiva di questa gara che ha visto una Lazio in grande difficoltà nel far valere il proprio gioco. Ancora una volta male l’attacco, troppo macchinoso e prevedibile, ed in generale poco reattiva la squadra che ha battuto sette corti, e quindi è arrivata più volte nell’area di tiro avversaria, ma senza mai dare quel senso di pericolosità necessario per sottomettere l’avversario.
Nelle prossime tre gare che restano da giocare, trasferte a Milano e Bologna e poi in casa con la Capitolina, la Lazio dovrà fare di tutto per conservare la seconda posizione dagli attacchi di Milano e Lorenzoni e la prima cosa, per riuscirci, è ritrovare la voglia e le motivazioni ma, soprattutto, ritrovare il gioco di squadra.
Max U.
