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Edoardo chiama tutti a raccolta.

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“Sabato vogliamo vedere il Tre Fontane pieno di tifosi che sventolano bandiere e sciarpe biancocelesti”.

A parlare è il bomber della Lazio Hockey Edoardo Crema che chiama a raccolta tutti i tifosi in vista dell’esordio casalingo in A1 contro la Polisportiva Ferrini, squadra temibile tra le favorite per la vittoria dello scudetto.

Edoardo, classe 2000, gioca ad hockey sin da bambino, sempre nelle file della Lazio dove, pensate, è cresciuto come portiere prima di diventare uno dei marcatori più prolifici della formazione biancoceleste. Un passaggio che molti portieri, tra i quali il Presidente Onorario Francesco Rossi, hanno portato a compimento.

“Mi piaceva molto stare tra i pali – dice Edoardo – vestire questa specie di armatura mi faceva sentire potente, quasi come un cavaliere ma sentivo la mancanza del gol. Mi piaceva evitarli ma volevo provare a farli e così mi sono spostato in attacco”

Ed i risultati non si sono fatti attendere come testimoniano le sei reti, tutte pesanti, messe a segno in campionato nella scorsa stagione.

Contro il Bondeno è arrivata subito la prima rete in Serie A1

“Si. È stata un’emozione incredibile. Avevo addosso una tensione incredibile perché ero emozionatissimo già dal riscaldamento e, in quel momento, la partita era molto equilibrata e poteva accadere di tutto. Dopo il gol mi sono sciolto e tutto è andato nel migliore dei modi”.

Gol su corto, dove sei uno specialista. Ce lo vuoi raccontare.

“C’è poco da dire. Giulio ha battuto il corner e Gamal me l’ha sistemata in maniera perfetta. Avevo già deciso di tirare basso e alla destra del portiere ed è andata bene”.

Molti gol li fai su tiro corto dove sei diventato uno specialista. Come si segna su Corto?

“Non c’è un modo di tirare e molto dipende dall’istinto. Hai un attimo per riuscire a cogliere i movimenti dei difensori quando escono dalla linea di porta. Puoi tirare ma anche passarla a qualche tuo compagno che magari è riuscito a liberarsi. Ci sono molti fattori che incidono sull’esecuzione. Il passaggio di chi batte, lo stop del compagno che te la sistema, il movimento degli attaccanti. Tutto deve essere perfetto”.

E tu come hai imparato a batterli?

“Devo dire che l’esperienza in Spagna, dove mi sono allenato, mi ha sicuramente giovato. Preferisco segnare un gol con un tiro alto, perché sono molto più spettacolari, ma il segreto per battere il portiere è tenere bassa la palla e farla passare nell’unico spazio dove il portiere non può raggiungerla”.

A Bondeno è arrivata la prima vittoria in A1. Dove può arrivare questa Lazio?

“Sicuramente l’obiettivo è raggiungere le prime quattro. Non ci poniamo limiti anche perché siamo un gruppo giovane che vuole fare sempre bene. E l’apporto di Luca, Gamal, Fernando non può che aiutarci a crescere”.

E Edoardo dove può arrivare? Magari il titolo di capocannoniere?

(ride)”No. Io gioco per la squadra e se segno sono felice se vinciamo. Poi in campionato ci sono giocatori molto più forti e temibili. La Lazio ha un buon reparto offensivo che può far bene. Il campionato è lungo e tutti avranno la possibilità di mettersi in mostra. Spero di riuscire a vincere il più possibile con la maglia biancoceleste”.

Sabato arriva la Ferrini.

“Si. La formazione di Cagliari è molto forte e con la vittoria sul Cus Pisa della prima giornata ha dimostrato di poter puntare al titolo. È una formazione molto solida, ben amalgamata ed esperta che sa perfettamente cosa fare. Sarà una gara molto complicata dove ognuno di noi dovrà evitare di commettere errori. Speriamo che ci sia il pubblico delle grandi occasioni perché avere una mano anche dai nostri tifosi, che non mancano mai di mostrarci il loro affetto, sarà importante”.

Firmeresti per un pareggio?

“Assolutamente no”.

Questo è l’atteggiamento giusto. Comunque vada sarà comunque una gara da non perdere. Forza ragazzi.

Max U.

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