Una Lazio meravigliosa espugna il Tazzoli di Torino, supera il Valchisone per 4 a 2, stesso risultato dell’andata, e si assicura matematicamente la terza piazza del massimo campionato di hockey su prato. La matricola Lazio Hockey, alla prima stagione di Élite, ha messo dietro squadre del calibro di Ferrini, Bra, Valchisone, Butterfly e Tricolore ed ha tenuto testa alla Tevere Eur capolista pareggiando, con grande rammarico, la gara d’andata e perdendo di misura quella di ritorno. Per non parlare poi dell’Amsicora, prossima avversaria dei biancocelesti, cha ha avuto ragione della squadra di Luca Angius di misura e solo nei minuti finali di una gara che la Lazio avrebbe potuto anche portare a casa indenne.
Una stagione da incorniciare per i ragazzi di Luca Angius che, se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo, sono mancati soprattutto lontano da casa. E se le sconfitte con Tevere e Amsicora ci potevano stare, così come quella con la Ferrini, quella che ha fatto davvero male è stata quella di Reggio Emilia in una gara che, in caso di successo, avrebbe potuto regalare un finale di stagione ancora più eccezionale.
Ma è inutile ora stare a recriminare su quanto accaduto in passato. C’è un campionato da finire come sempre al massimo e c’è una imbattibilità interna da difendere.
Comunque vada la Lazio può essere soddisfatta del suo cammino. Contro una delle formazioni che giocano meglio ad hockey, il Valchisone, i biancocelesti hanno disputato una delle migliori gare della stagione comandando le operazioni per tutto il primo tempo, reggendo al prepotente ritorno dei padroni di casa e sferrando, nel finale, l’assalto decisivo. Alla fine, è 4 a 2 per i biancocelesti grazie alle reti di Giulio Brocco, Claudio Brocco, Manuel Silvetti e Tobias Silvetti. Un capolavoro di tattica reso possibile dal grande stato di forma psicofisico in cui si trovano oggi i ragazzi di Angius. E se dal punto di vista fisico gran parte del merito va attribuito al bravissimo Juan Pivetta, preparatore atletico delle prime squadre della Lazio, per l’aspetto mentale bisogna applaudire l’allenatore che ha saputo trasferire ai ragazzi la sua idea di gioco e la sua grinta. E oggi non scordiamo certo qualche critica avventata che definiva Luca un allenatore troppo incline all’attacco e poco attento alla conservazione del risultato. Ma se oggi sul sito della Federazione Hockey leggiamo “una Lazio (25) che, da neopromossa, per punti e gioco espresso sta meritando la palma di rivelazione dell’anno” non possiamo che fare i complimenti a questo allenatore che ha saputo mettere insieme una rosa di ragazzi di grande talento disposti a seguirlo con ogni mezzo e in ogni momento.
Sabato al Tre Fontane arriva l’Amsicora che si gioca lo scudetto. Noi consigliamo a tutti di non perdersi l’ultimo spettacolo di una stagione esaltante.
Max U.
