Nato nel 1987 il Trofeo dell’Immacolata “Marga Monegal”, organizzato dal Real Polo Club di Barcellona e giunto alla 34a edizione, è una delle competizioni più prestigiose riservate ai ragazzi ed alle ragazze dai 7 ai 14 anni. Nato proprio per consentire ai giovani del Real Polo Club di incontrare e fare amicizia con i coetanei degli altri club sportivi nazionali ed internazionali, oggi il torneo, cresciuto in maniera repentina nel numero di partecipanti, rappresenta il mezzo ideale per la diffusione dei valori dello sport quali l’amicizia, la solidarietà, l’inclusione, dove è possibile conoscere nuove culture, fare nuovi amici e conoscere l’essenza pura dello sport.
Tutti valori in cui la Lazio Hockey Giovani si riconosce e che, sin dalla sua fondazione, persegue con ogni mezzo. A dieci anni circa dalla sua nascita sono arrivati i primi risultati a testimonianza che l’idea ed il progetto era vincente. Giulio e Claudio Brocco, Kyle Lanting, Riccardo Braca, Edoardo Crema, Gabriele Landi sono i giovani di una volta che ora costituiscono l’ossatura della prima squadra che tanti consensi sta raccogliendo, così come stanno facendo Alessandra Rocchetti, Francesca Guerzoni, Cristina Pericoli e Caterina Ladisi in campo femminile.
Nella partecipazione dell’Under 13 maschile al Trofeo dell’Immacolata abbiamo visto la Lazio del futuro, abbiamo ammirato la stessa determinazione e la medesima voglia di vincere di chi, non troppo tempo fa, li aveva preceduti. E soprattutto abbiamo potuto stimare la grande educazione e la sportività dei nostri ragazzi sempre pronti a mettersi al servizio della squadra.
E l’entusiasmo di Francesco Rizzo e di Alberto Fiorini, l’energia di Tommaso Rizzo ed Edoardo Spina, la voglia di mettersi in discussione degli ultimi arrivati Luca Florimonte e Simone Specchia, la tecnica e la grinta di Gregorio Catucci, la cura dei dettagli di Hipolito Balbuena e Clayton Lanting ci confermano che il progetto della Lazio Hockey Giovani è quello giusto, quello che tutti, dai tecnici, ai dirigenti ai genitori, devono continuare a seguire sempre con maggiore energia perché lo sport, soprattutto oggi, è una vera scuola di vita dove si può vincere e si può perdere ma in cui il rispetto per l’avversario, per i compagni, per gli arbitri e per le regole non può mai venire meno.
Max U.
