
Campionato ormai ridotto a due squadre? Quale futuro per la Lazio? Dopo la sconfitta subita a Bra sono tante le domande che gli appassionati e, sopratutto, i tifosi laziali si pongono. Si è appena giocata la quarta giornata e quindi ne rimangono ancora da giocare ben dieci con trenta punti in palio. È quindi prematuro emettere sentenze a favore dell’una o dell’altra squadra. Certo non possiamo non evidenziare che i Campioni d’Italia continuano a navigare con il vento in poppa convinti della loro forza che è evidente a tutti. Lo stesso possiamo dire del Bra che però, a differenza della Tevere Eur, sin qui ha faticato di più a reggere il passo, come la gara contro la Lazio ha chiaramente messo in evidenza.
Parlando però di cose che ci interessano più da vicino, e che riguardano la Lazio, è evidente di come la formazione di Luca Angius sinora abbia raccolto meno di quanto avrebbe meritato. Le ultime due sconfitte, in particolare quest’ultima subita a Bra, potevano essere facilmente evitate con un pizzico di fortuna in più. La Lazio crea molto, ha grinta da vendere ed è capace di risalire la china anche nelle situazioni più difficili.
La scorsa settimana scrivevo di non fare drammi, cosa di cui sono ancora più convinto dopo la trasferta in Piemonte dove i biancocelesti, sotto di due reti nel primo tempo, sono stati capaci di rimontare lo svantaggio ed hanno anche prodotto azioni per poter vincere prima che un generoso corner corto la condannasse alla seconda sconfitta consecutiva.
Quindi quale futuro per la Lazio? Chi può dirlo. Io sono un inguaribile ottimista e penso che i biancocelesti alzeranno presto la testa a patto di non perdere ulteriore terreno dalle prime per non venir risucchiate in una zona che non ci appartiene. Tecnicamente i ragazzi sono molto bravi, hanno carattere da vendere e possono reggere il confronto con chiunque. Adesso devono dimostrare di essere veramente una squadra e non solo un gruppo di campioni.
Max U.
