Troppa Amsicora per la Lazio

Si chiude con una sconfitta il girone d’andata della Lazio femminile che, contro le campionesse in carica dell’Amsicora, non riesce a ripetere l’ottima partita giocata contro la Lorenzoni. Il 3 a 0 con cui la formazione sarda espugna il Tre Fontane evidenzia la maggiore esperienza di una formazione che di sardo e italiano ha molto poco e che parla principalmente in spagnolo visto le tante argentine presenti in rosa. L’Amsicora è una squadra costruita per vincere, allenata da uno dei più bravi allenatori italiani, Roberto Carta, e con in rosa una delle stelle dell’hockey internazionale, Maryna Vynohradova,  capace di giocate tecnicamente superlative.

Eppure la Lazio delle giovanissime non ha demeritato ed è stata in partita più di quanto il risultato, seppur rotondo, possa far pensare. In avvio di gara e per tutto il primo tempo le biancocelesti hanno tenuto testa ad un Amsicora compassata ma sempre pericolosa. Gabriela Luduena, come sempre, si è piazzata in cabina di regia e con il consueto aiuto di Magali Varela ha diretto con sicurezza la manovra delle biancocelesti che non hanno mostrato il minimo timore di fronte allo squadrone sardo. Certo, non è che la Lazio abbia creato tantissime azioni da gol, ma ha comunque impensierito, di tanto in tanto, l’attenta difesa avversaria condotta da un’impeccabile Arzelan. L’equilibrio del primo tempo veniva però rotto nella terza frazione di gioco quando le campionesse d’Italia entravano in campo con un altro piglio sfoderando un’aggressività e delle accelerazioni che mettevano in difficoltà la difesa laziale. Ad aprire le danze una rete di Ludmila Valenti brava a battere a rete da posizione ravvicinata. Nemmeno un paio di minuti ed ecco che un tiro corto di Maryna Khilko che Kiki Luk non riusciva a fermare, sanciva il raddoppio amsicorino. Infine, una palla persa banalmente a centrocampo dalla Lazio innescava una veloce discesa di Vynohradova che tagliava in due la difesa avversaria e serviva la palla a Valenti per il più facile dei gol. Nell’ultima frazione di gara la Lazio cercava disperatamente di riaprire la gara sfiorando il gol in più occasioni con Martina Gabutti senza però riuscire a superare la numero uno sarda.

Un risultato giusto ma forse troppo pesante nelle proporzioni per una Lazio che ha confermato tutte le proprie doti, il gioco corale, la solidità difensiva, l’equilibrio di squadra, ma anche i difetti come la mancanza di una finalizzatrice sotto porta e la scarsa spregiudicatezza delle più giovani che sembrano ancora poco inclini alla battaglia.

La Lazio termina il girone d’andata al quarto posto con sette punti insieme alla Polisportiva Ferrini e davanti a Milano, sei punti, e Capitolina ultima a due punti. Tutto è ancora in ballo.

Max U.

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