Lazio ottima seconda in Coppa Italia.

L’impresa non è riuscita. La Lazio termina il suo cammino in Coppa Italia al secondo posto alle spalle di un Bra che, al netto di elementi di indiscusso valore, ha avuto dalla sua parte la grande esperienza in partite del genere. Non è più il Bra che la Lazio ha annichilito nel campionato di Elite della passata stagione vincendo sia all’andata che al ritorno. I dirigenti braidesi hanno investito molto per far tornare immediatamente la squadra nella massima serie dopo la sciagurata retrocessione in A1 e, praticamente, la formazione che si è presentata in questa Coppa Italia è, più o meno, quella che affronterà la nuova stagione a differenza della Lazio di Luca Angius che, invece, ha affrontato la competizione con tutti giovani atleti italiani, ad eccezione di Tomas Gonzalez, riuscendo a centrare addirittura la finale.

Il 7 a 2 con cui la formazione biancoceleste si è dovuta arrendere agli avversari è un risultato bugiardo nelle proporzioni ma, ovviamente, ampiamente meritato dalla formazione piemontese che ha dimostrato di essere avanti nella preparazione e sul piano del gioco. La partenza lanciata dei padroni di casa ha sorpreso una Lazio che ha commesso qualche errore di troppo. Il gioco del Bra, fatto di continui flick e contropiedi, ha portato Koscelenko, uno dei migliori in campo, a battere due corti, uno trasformato in rigore da un disperato intervento sulla linea di porta e l’altro realizzato con un tiro diretto. Solo nel finale di tempo la Lazio sembrava riprendersi dal torpore ma veniva punita da un tiro dal limite di Chiesa: 3 a 0. Sul finale del primo quarto la Lazio aveva però la possibilità di segnare con un corto che Leonardo Guiducci serviva in mezzo per la deviazione di Claudio Brocco che non riusciva a causa di un blocco irregolare di un difensore avversario. Rigore? No, perché l’arbitro non era di questo avviso.

Nel secondo quarto la Lazio ricominciava tutto daccapo e teneva testa agli avversari giocando con più attenzione e dinamismo. Lo svantaggio induceva i biancocelesti ad un’attenzione maggiore ma era chiaro che la gara ora viaggiava sui binari di un maggiore equilibrio. In avvio di ripresa la pressione laziale veniva premiata da un tiro corto che Riccardo Braca infilava in rete. Le speranze di rimonta dei biancocelesti venivano però vanificate da una rete di Bhana che, approfittando di un rimpallo favorevole, entrava in area da destra e batteva Matteo Palombi.

L’ultimo quarto iniziava sul risultato di 4 a 1 per i padroni di casa che, ovviamente, pensavano più che altro a far passare il tempo. Ma un’azione di contropiede, finalizzata in rete da Koshelenko, metteva la parola fine ad una gara controllata dal Bra che segnava ancora altre due reti in rapida successione con Luca Padovani ed il bravissimo De Voogdt, migliore in campo per distacco. Sul finale un tiro di rigore realizzato da Tomas Gonzalez rendeva meno pesante il passivo.

Una gara vinta meritatamente dai padroni di casa che conquistano così la terza Coppa Italia consecutiva. È la prima volta che una formazione di una serie inferiore vince il trofeo, un ulteriore record che si va ad aggiungere ai tanti raggiunti dalla formazione piemontese. Giustissimo il premio come miglior giocatore a Bob De Voogdt, inarrivabile per l’intelligenza tattica e la tecnica sopraffina, mentre il miglior realizzatore del torneo è stato Andrii Koshelenko. Due mezzi tempi bastano invece a Francesco Padovani, il portiere più battuto della scorsa stagione di Élite, per guadagnare il premio di miglior portiere del torneo.

Per la Lazio un traguardo straordinario in una competizione comunque difficile. Fiore all’occhiello dei ragazzi di Luca Angius rimarrà la vittoria sull’Amsicora ma anche l’immeritata sconfitta contro la Tevere Eur, arrivata solo nei secondi finali di una gara giocata magistralmente, resterà nella mente dei nostri giocatori che, in ogni gara, seppur tra alti e bassi, hanno dato sempre il massimo esprimendo un hockey molto convincente che fa ben sperare per la nuova stagione di Élite.

Max U.

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