Nella splendida cornice del Circolo Canottieri Lazio la Polisportiva Lazio ha voluto rendere omaggio ai ragazzi della prima squadra maschile ed alle ragazze dell’Under 21 femminile per il raggiungimento di due traguardi storici per la Lazio Hockey: la promozione in A1 ed il primo tricolore di una formazione femminile.

Alla serata erano presenti gran parte degli atleti artefici delle due imprese e molti dirigenti della Lazio Hockey con i loro famigliari. Il Presidente della Lazio Hockey Roberto Brocco ha voluto ringraziare Antonio Buccioni, Presidente della Polisportiva Lazio, e Gabriella Bascelli, Presidente della Fondazione SS Lazio, ed ha ricordato, prendendo come spunto alcuni brani del “Piccolo Principe”, famoso racconto di Antoine de Saint-Exupéry, di come sia bello e importante vincere con la maglia della Lazio.

La parola è poi passata al Presidente Onorario della Lazio Hockey Francesco Rossi che ha ricordato la vittoria del primo e finora unico scudetto della Lazio Hockey, ottenuta il 25 giugno del 2005. Tra gli ospiti della serata anche alcuni protagonisti di quella finale come Fernando Gonzalez, ancora oggi centrocampista della Lazio, Marco Corradetti, attaccante e Pacho Keenan che, in quella magica serata realizzò tre reti. Presente, ovviamente, anche il nostro numero uno, Timido Pompili, che però in quell’epica finale difendeva la porta giallorossa.

Anche Antonio Buccioni ha voluto ricordare la finale del 2005 e la figura dell’ingegner Renzo Nostini, campione di Fioretto, Sciabola, Rugby e sportivo a tutto tondo, da sempre legato ai colori biancocelesti che, alla veneranda età di 91 anni, non volle mancare a quell’evento così importante. A cornice della serata Roberto Brocco ha consegnato, in segno di stima e appartenenza alla grande famiglia della Lazio Hockey, una pergamena ricordo, oltre ai personaggi già citati, anche a Federico Eichberg, Vicepresidente della Fondazione SS Lazio, Angelo Franzè, segretario generale della Polisportiva Lazio, Paolo Brocco, Massimiliano Urso e ai sostenitori e sponsor Luca Giagnori e Mauro Battistoni.

Max U.

Share This