La Sardegna, oltre ad essere un’isola meravigliosa ed un incantevole metà turistica, è anche la culla dell’hockey su prato. Sono molte le società di Hockey che provengono dalla Sardegna e sono tantissimi i giocatori che si sono affermati nelle squadre dell’isola per poi arrivare sul continente ad insegnare il gioco. Il successo della Lazio Hockey non a caso porta la firma di due sardi, personaggi molto diversi ma con lo stesso unico comune denominatore: il culto del lavoro e l’amore per l’hockey. Giampiero Medda e Luca Angius hanno condotto la Lazio Hockey ad un traguardo, fino a qualche hanno fa, solamente sognato ma che, grazie anche e soprattutto al lavoro di questi due mostri sacri dell’hockey italiano, oggi la Lazio ha potuto raggiungere.

Cura di ogni minimo dettaglio, attenzione massima ad ogni aspetto atletico e fisico e mentale di ogni atleta, preparazione maniacale della gara. Questo è Luca Angius, che ha legato il suo nome a quello dell’Amsicora Cagliari, altra cosa in comune con Giampiero Medda, e che proprio con la formazione sarda ha vinto tutto quello che c’era da vincere. Grande serietà nel suo lavoro Luca, oltre a portare la sua esperienza sul campo di gioco, ha una naturale propensione a svolgere il ruolo di allenatore, dà sempre il massimo e pretende il massimo. Poi si può anche perdere, ma non senza aver dato tutto in campo. Il merito principale di Luca è stato quello di aver unito l’esperienza di giocatori ormai affermati, come Mohamed Gamal, Fernando Gonzalez e Timido Pompili, all’esuberanza e all’ambizione dei più giovani in un mix davvero esplosivo.

Ben diverso Giampiero Medda che, per le nostre ragazze, ha avuto il ruolo di un padre. Sembra sempre disinteressato, poco presente, quasi sornione ma in realtà è un genio dell’hockey e questo modo di fare serve solamente a togliere pressione alla squadra. Era dal 2008 che non allenava più e questo ritorno in panchina è stato decisivo per la conquista del titolo nazionale Under 21. Ha avuto il merito di raccogliere una formazione confusa, anche per le vicissitudini societarie, decimata dagli infortuni e poco allenata e di essere riuscita a trasformarla in una macchina da guerra. Sette vittorie su sette, 29 gol fatti ed appena 1 subito, questo il bilancio del lavoro di Giampiero. Ed ora, come dichiarato da Luca a margine della festa scudetto, l’asticella si alza. Il divertimento è appena cominciato. Ne vedremo delle belle.

Max U.

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