A volte non ti accorgi nemmeno che ci sia, ma la sua presenza è puntuale e indispensabile per garantire che gli allenamenti degli atleti della Lazio Hockey avvengano in massima sicurezza e nel migliore dei modi. Stiamo parlando del Club Manager della Lazio Damiano Minervino da tutti conosciuto come il “maresciallo” per via dei suoi trascorsi nell’Esercito Italiano dove, anche li, svolgeva compiti di organizzazione e coordinamento. Uomo del sud, schietto e sincero, amato e rispettato da tutti, Damiano è davvero un punto di riferimento per gli atleti ed i tecnici della Lazio Hockey. Lo incontriamo nella sua seconda casa, il campo delle Tre Fontane, dove è così gentile da dedicarci qualche minuto del suo tempo, non troppo perché le cose da fare sono tante, per raccontarci qualcosa di lui e della sua storia con la Lazio.
E la prima domanda non può che riguardare i suoi inizi con la sezione hockeistica della polisportiva biancoceleste:
“Sono arrivato alla Lazio nel 2014 grazie a Paolo Brocco, il fratello di Roberto, con il quale lavoravo. Lui era un civile mentre io ero nell’esercito. Capitava che ogni tanto Paolo mi chiedesse di organizzargli qualche viaggio di lavoro. Mi occupavo di prenotare i biglietti per i trasporti e le sistemazioni in albergo. Da qui a partecipare anche alla vita della SS Lazio Hockey il passo è stato breve. Poi, quando la Lazio Hockey ha ceduto il passo all’attuale Lazio Hockey Giovani, ho continuato a collaborare con Roberto ed eccomi qui”.

Oggi rivesti il ruolo di Club Manager. Cosa fa un Club Manager?

“Nel mio caso mi occupo di tutto quello che riguarda il campo di gioco, il materiale tecnico, l’attrezzatura necessaria affinché gli allenamenti e le gare possano svolgersi in sicurezza. Quando c’è una gara mi occupo di redigere il verbale di gioco con la lista di tutti i giocatori che prenderanno parte alla gara e quando giochiamo in casa sono responsabile dell’accoglienza della formazione ospite. Quando invece andiamo a giocare in trasferta guido il pulmino e mi occupo del materiale e dell’attrezzatura da portare al seguito”.

Davvero un impegno a tutto tondo…

“C’è sempre tanto da fare ma è un impegno che non mi pesa anche perché il clima è sereno e tutto si svolge sempre in grande armonia. Devo aggiungere che mi occupo anche dell’aspetto sanitario e grazie ai corsi che ho svolto, tra i quali quello che mi abilita all’uso del defibrillatore, posso garantire un intervento di primo soccorso nel corso delle gare. Per lo più si tratta di sbucciature o lievi traumi causati dalla pallina con cui si gioca ma a volte capita anche di dover medicare tagli e ferite un po’ più complesse. Ricordo che una volta proprio a Roberto ho dovuto applicare delle strip per suturare un taglio sul volto. Non gli è rimasta nemmeno la cicatrice”.

Qual è il ricordo più bello di questa militanza nella Lazio Hockey?

“Senza dubbio lo scudetto conquistato nella stagione 2018/19 con l’Under 18 maschile in una stagione entusiasmante che ha portato l’Under 18 femminile a giocarsi la finale nazionale e la prima squadra maschile a conquistare la Serie A2. Non posso non ricordare anche il titolo nazionale conquistato dall’Under 14 maschile nel 2014/15, ma devo aggiungere che, a parte la soddisfazione che i successi sportivi ti possono regalare, è il progetto “Hockey for All”, rivolto ai ragazzi con disabilità, quello che più mi riempie di orgoglio”.

Abbiamo anche sentito che per tutti, qui alla Lazio, sei anche una leggenda tra i fornelli.

“Da buon pugliese mi piace mangiare bene e mi diverte molto dilettarmi in cucina per preparare specialità della mia terra”.

Un desiderio per il futuro?

“Mi auguro che i nostri ragazzi possano tornare a giocare al più presto. Veniamo da un periodo davvero difficile e sarebbe bello poter ritornare ad abbracciarci e a vivere le nostre vite in maniera normale”.

Il tempo a nostra disposizione è terminato. Gli allenamenti sono entrati nel vivo ed alle ragazze serve la “Bola Machine”. Lasciamo andare il “Maresciallo” al suo lavoro ringraziandolo per il tempo dedicato.

M.U.

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